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Action ha occupato il Policlinico!
Action ha occupato stamane l'ufficio del pro rettore vicario della Sapiena Luigi Frati, che ha chiesto lo sgombero dello stabile occupato di Regina Elena.

>> comunicato stampa

Il malaffare è il vero problema del policlinico.
La malapolitica è il problema di Roma


Con una martellante campagna mediatica fanno credere che le 300 famiglie in emergenza che occupano il complesso denominato Regina Elena siano il maggior problema del policlinico.

In realtà siamo un capro espiatorio per nascondere, sia il malaffare che domina nel policlinico e nell’università la Sapienza, sia la mancanza di una seria politica per l’abitare.

Il demanio ha assegnato in usufrutto il complesso del Regina Elena all’università affinché venisse utilizzato per fini assistenziali e la regione all’inizio degli anni ‘90 ha stanziato il corrispondente di 100.000.000 di € per realizzare strutture ospedaliere.

Ma in 15 anni non è stato fatto nulla e ancora nel luglio 2007 – momento dell’occupazione – il Regina Elena giaceva vuoto e inutilizzato da più di sei anni.

Perché in 15 anni non si è fatto nulla per garantire il diritto alla salute dei cittadini??

Già nel 2004 il consigliere del cda della sapienza dott. Redler denunciava che 80 milioni di € erano nascosti nei capitoli di bilancio destinati all’università, in barba all’esigenze assistenziali ( tale denuncia risulta dai verbali pubblici).

Che fine hanno fatto questi soldi?

La Procura
di Roma ritiene che il rettore vicario della sapienza Luigi Frati abbia utilizzato i fondi necessari alla tutela della salute pubblica per l’università.
Soldi che non servono per l’istruzione pubblica (magari!!) ma ad alimentare il «sistema di potere» del dott. Frati (definizione del dott. Longhi, ex manager all´Umberto I ad un’audizione alla commissione sanità della camera). Si tratta di un sistema semplice: si utilizzano gli spazi del policlinico, le cattedre universitarie e i fondi pubblici per sistemare parenti e amici ( la c.d. parentopoli) e organizzare il consenso. Quel consenso che permette a Frati di sedere sulla stessa poltrona da 15 anni,  controllando di fatto policlinico e università e di percepire lo stipendio di primario oncologo, senza averne la qualifica né esercitando tale funzione.


L’abbandono Regina Elena e’ una delle prove dei danni di questo “sistema”. Infatti, fino ad adesso in quel complesso sono stati costruiti solo uffici dell’università: alla faccia della finalità assistenziale.

La cosa esilarante è che< tutto questo non è un segreto. Lo stesso Frati si è vantato per iscritto, nell´ultima sua elezione, di avere messo in cattedra 200 docenti, alla faccia dei concorsi pubblici. Tra questi tutti i suoi parenti: figlia ( laureata in lettera ma professoressa a medicina), moglie (da insegnante al liceo a ordinario di storia della medicina ), fratello e cognato, sono tutti sistemati a spese della collettività.


In questo quadro, la richiesta di sgombero fatta da Frati suona come l’ennesima indifferenza verso i diritti delle persone. Senza contare che al momento dell’occupazione l’attuale direttore del policlinico dott. boccadutri ci aveva detto che per il momento in quello stabile non era previsto alcun progetto. Tant’è che lo stesso ha dichiarato ai giornali che non c’è alcuna fretta nello sgombero e vanno cercate soluzioni alternative per le famiglie.


In definitiva, la vera causa della violazione del diritto alla salute dei cittadini non è – come vuol fare credere qualche grande giornale – l’occupazione, ma l’esistenza di una gestione fallimentare, se non addirittura di un sistema di corruzione diffusa.


Dal canto nostro, noi ci battiamo da sempre per l’affermazione dei diritti fondamentali, compreso il diritto alla salute. Se siamo stati costretti ad occupare questo stabile – ripetiamo vuoto da anni e senza progetti in porto – è perché in questa città manca da anni una seria politica per la casa, che garantisca i diritti all’abitare per tutti.
Noi continueremo a lottare per i diritti di tutti e contro l’incuria di Baroni corrotti e politici incompetenti!!!    

Action diritti in movimento

 

 
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