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Commento del 29 Marzo

Braccialetti colorati e ospedali occupati.
Tent City, California, America.

Sono tanti e crescono ogni giorno, attendati nei dintorni delle città della California, o nei canyon di San Diego. Sono i “subprime village”, le tendopoli di chi ha perso la casa ipotecata dalle banche dopo l’esplosione dei mutui subprime in america.

Si legge sul Manifesto del 26 marzo che nei prossimi 12 mesi si prevede che un altro milione di famiglie saranno espropriate dalle loro abitazioni per insolvenza. Un esercito di senza tetto che si andrà ad aggiungere alle centinaia di migliaia di nuovi poveri che già vivono nelle strade della prima potenza mondiale.
Sono così tanti che l’efficienza americana è corsa subito ai ripari istituendo dei posti di controllo all’entrata delle tendopoli. Anche le tende non sono per tutti, decide il colore del braccialetto. Bianco = accesso. Rosso = respinto. Viola = da decidere…
Non aver lottato per tempo per il diritto alla casa, costringerà gli americani poveri a dover litigare per il posto tenda. Una lezione per tutti.

 

Ex Regina Elena, Roma, Italia.
Sono circa
500, in maggioranza romani ma anche molti lavoratori dell’est, dell’africa e dell’america latina venuti in Italia alla ricerca di una sopravvivenza dignitosa. Scappano da sfratti, affitti vertiginosi, mutui impossibili, coabitazioni coatte in dieci per stanza. Ma anche da guerre, carestie e paesi ridotti alla fame da un sistema mondiale che in un solo giorno brucia in Borsa la ricchezza che  metà della popolazione del pianeta non vedrà mai in vita sua.

Anche loro fanno parte di un esercito, sono il reparto avanzato delle circa 5.000 famiglie che a Roma hanno trovato un tetto occupando stabili privati abbandonati, dei 9.000 nuclei in sfratto esecutivo, delle 35.000 domande inevase di casa popolare, delle 200.000 famiglie in difficoltà a pagare l’affitto, delle centinaia strozzate dai mutui bancari e di tutti quelli costretti in macchina e sotto i ponti.

Un esercito che ha scelto la dignità della lotta alla guerra tra poveri, requisendo un ospedale abbandonato e lasciato al degrado per rivendicare insieme il diritto ad un tetto e a una sanità pubblica, per non fare la fine degli Stati Uniti dove se non hai i soldi non hai diritto ne all’una ne all’altra. Chi ha chiuso il Regina Elena dieci anni aveva in mente i “braccialetti colorati” anche per la sanità. Abbiamo imparato la lezione.

 

Catilina

 
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