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Intervista a Sandro Medici
Presidente indipendente del Municipio X: il primo a sperimentare un modello partecipativo sull’emergenza casa e ad istituire il registro della laicità.

Sandro Medici: un amico delle comitati, uno sperimentatore, forse...una persona unica. Amministrazione e movimenti insieme contro il pericolo “cemento inutile” del piano regolatore.
Action, il movimento lotta per la casa di Roma ha potuto, grazie a lui, sperimentare il primo grande progetto sociale contro l’emergenza casa: un'agenzia diritti che sperimenta un modulo
partecipativo sulle politiche sociali. Uno dei pochi amministratori pubblici ad avere il coraggio di  requisire 300 appartamenti di grandi proprietà, per difendere gli inquilini sotto sfratto. 

Un eroe dei giorni nostri nel caos del piano regolatore, voluto e approvato dopo tanti anni da amministratori e costruttori.



Sandro, com’è stata e come continua ad essere l’esperienza della cooperazione con i movimenti che lavorano direttamente sul terriotorio?

La cosa interessante su cui riflettere è che il rapporto con Action, così come con altre realtà popolari importanti, è la base del mio ruolo di governo di sinistra. Lavorare insieme alla gente del proprio territorio è l’opportunità di fare buon governo che ogni amministratore ha. Faccio parte della grande tradizione di amministrazione locale della sinistra Italiana.



Allora perchè non tutti lo fanno?

Alcuni tra di noi amministratori ritengono che questo sia da considerare il rapporto con i movimenti,, li ascoltano e sanno che esistono ma ciò non basta. A Roma, lo sportello dei diritti per l’emergenza casa è nato  anche in altre amministrazioni (municipi III, XVII; XI e IX).

È fondamentale sperimentare la partecipazione diretta dei cittadini.

 

Qual'è la soluzione per l'emergenza abitativa e il ruolo di Action? Questo piano regolatore sarà una colata di cemento senza controllo o la soluzione?

Il piano regolatore era atteso da 40anni, finalmente un quadro di riferimento certo per la costruzione. Ma la realtà è che, sia destra che sinistra lo stanno criticando, in quanto non tiene conto delle politiche abitative. Il piano è stato concertato a livello centrale ma ogni amministrazione ha il potere politico per verificare che rispetti la realtà dell’emergenza abitativa.
Io ho stabilito che nel mio municipio per tutti i diritti edificatori ci dev’essere una quota di edilizia sociale.
Per esempio, a torrespaccata si stabilisce che si vogliono costruire 60mila metri cubi, almeno 1 quota (andrà definita la percentuale) sarà destinata al canone sociale concordato
A livello politico è possibile.

Action è il monitoragio costante, è lo specchio della realtà. È il consigliere dell’amministrazione nella sua materia specifica.

 

Che ruolo possono avere i municipi nel rilancio della città?

Decisivo. Purtroppo c’è grande sfiducia e in certi casi anche disprezzo da parte dei cittadini. Il vero governo di prossimità nelle grandi città si esprime attraverso il ruolo dei municipi. È necessario far sentire le istituzioni vicine ai cittadini.

 

Qual'è il primo atto che dovrebbe fare il nuovo sindaco?

Acquistare case vuote, rimetterle a posto e destinarle all’emergenza abitativa. A Roma ci sono 140 mila appartamenti vuoti ed inutilizzati. Gli stanziamenti regionali ci sono e da finanziaria il Comune ha dei soldi che deve destinare all’emergenza abitativa. Lo può fare. Lo deve fare.

 

Una provocazione per Roma: volendo unire l’emergenza casa con la questione “Roma è laica o vive sotto le gonne del vaticano”. Il Pd ha siglato un patto di ferro con la Chiesa, ha detto no alle unioni civili e il maggior numero di immobili nella città sono di propietà ecclesiastica. Qualcosa non torna oppure i conti tornano perfettamente?.

È vero, Roma ha detto no alle unioni civili e la Chiesa è la prima proprietaria immobiliare della capitale (se non d’Italia, ndr). Roma, oggi come oggi, non è laica. Non sarà mai indifferente al potere del Vaticano sia per la sua tradizione sia perchè è, prima di tutto, una battaglia politica. Noi nel nostro piccolo (X Municipio) abbiamo confiscato case inutilizzate dandole a chi ne aveva bisogno e istituito il registro delle unioni civili.  E noi che all’inizio pernsavamo fosse un anticipo, invece, l’anno scorso la giunta Veltroni ha detto no.
Sul piano nazionale ed Europeo se Roma avesse fatto il registro delle unioni civili avrebbe consacrato la vittoria sul vaticano. Questo non è ancora possibile.

Solo il 30% della composizione sociale totale è rappresentato da coppie istituzionalmente formate, il 70% sono formazioni affettive di vario genere, madri sole, padri soli, conviventi, omosessuali, single...

 

Nei confronti delle altre città e dell’Europa è un passo indietro? In un certo senso una vergogna....

Si una vergogna

 

Secondo Action tu rappresenti un modo innovativo di governare, assieme ai cittadini e, come dici tu stesso, "facendo qualcosa di sinistra". cosa vuol dire essere di sinistra oggi?

È una battaglia....
La sinistra deve, cercare di introdurre elementi di laicità.
Deve considerare l’amministrazione locale come un laboratorio dove creare sinergie con la realtà territoriale e con i movimenti. Deve uscire dalla logica tradizionale del sistema dei partiti che prevede che ognuno abbia la sua appartenenza e basta. Non bisogna fermarsi lì ma permettere la contaminazione tra partiti e tessuto sociale.

 

La candidatura di Tarzan (per Action) al Comune, come la vedi?

I movimenti se la devono giocare e utilizzare gli spazi che la politica offre a tutti. Bisogna provarci. Noi insieme a loro.
È molto più facile dire che fa tutto schifo e stare nel tuo angoletto piuttosto che giocartela.



Grazie Sandro.

Erika Gerardini

 
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«E’ evidente - ha aggiunto Angelo Fascetti dell’Asia RdB – che la questione della casa è usata per risolvere i problemi dei gruppi che in campagna elettorale hanno sostenuto Alemanno e che oggi battono cassa». Aggiunge Tarzan: «Giovedì, (domani, ndr) arriveremo in aula Giulio Cesare avvelenati, ma anche molto determinati. Per ogni problematica relativa all’emergenza casa avremo una proposta concreta», ribadisce sottolineando la sua preoccupazione «per l’evidente intenzione dell’amministrazione comunale di andare in variante al Prg, che invece già individua aree sufficienti per risolvere il problema abitativo».