Parlare di Andrea è parlare di noi.
Della nostra vita e dei
nostri sogni.
La sua storia è la storia delle piccole e grandi lotte che
dagli anni '80 hanno fatto unica questa città. Il movimento degli studenti medi
del'85, la mobilitazione contro il nucleare, i missili di Comiso e in difesa
della Palestina. Ma è soprattutto con la nascita dei Centri Sociali e poi del movimento della Pantera che i nostri sogni
diventeranno realtà, attraverso i corpi e i volti dei tanti giovani che negli
spazi sottratti alla speculazione sperimenteranno l’autogestione della propria
vita e cultura, promuovendo un nuovo modello di comunità solidale per
contrastare l'alienazione e il degrado della metropoli. Da qui le battaglie
contro le Giunte Carraro e Michelini, per impedire lo sventramento della città
e contro il dilagare dell'eroina e della canaglia fascista e neonazista nei
quartieri popolari. Non per odio, ma per dignità. Sempre contro il razzismo, il sessismo e l'omofobia.
Difendendo e diffondendo la memoria storica di Roma, città aperta.
Una vita in difesa degli ultimi, dei senza volto e dei senza
voce, della nostra città e ovunque l'indignazione ci portasse. Al fianco degli
indios messicani del Chiapas o in Palestina a difesa della popolazione di Gaza:
dalle periferie al mondo, contro
i muri e le frontiere della globalizzazione, fino a portare Evo Morales, primo
presidente indigeno del Sudamerica, nello stabile occupato di Via De Lollis. Una
vita in movimento, per legalizzare e depenalizzare comportamenti e stili di
vita contro ogni forma di criminalizzazione. Antiproibizionisti per contrastare le limitazioni delle libertà
personali. Sempre attenti alla qualità della vita, sostenendo associazionismo
di base, mutualismo e sport popolare come momento aggregativo e formativo, in
cui riconoscersi nel rispetto delle differenze. Combattendo contro la
precarietà, inventando le Tute Bianche, formidabile strumento di comunicazione
e organizzazione sociale degli invisibili, attraverso cui chiedemmo
l'istituzione del reddito di
cittadinanza per tutti, casa, trasporti e cultura gratis per disoccupati
e precari.
In questa lunga esperienza abbiamo imparato che se non si è
disposti a rischiare, a mettersi in gioco, non si sposta il mondo di una
virgola. Perché la politica è un'etica del fare e non del dire, deve rispondere
alle domande di cambiamento poste ora e non domani. Per questo attraversammo
mezza Europa fino ad Amsterdam su un treno occupato, per gridare che volevamo un
Europa dei diritti e non dei potenti. Come faremo altre cento volte portando
ovunque la voce del popolo di Seattle, del "movimento dei movimenti".
E' questa storia che ci ha condotto a Genova
nel 2001. Una grande storia collettiva, di centinaia di migliaia di
persone che l'omicidio di Carlo Giuliani ha voluto fermare. Una grande storia
collettiva che invece è continuata nell'opposizione alla guerra, nella
disobbedienza in difesa delle comunità locali di Termini Imerese, Melfi,
Scanzano, Acerra. In Val Susa contro la Tav e a Vicenza contro i progetti di
ampliamento della base Nato.
E' con questa storia alle spalle che nel 2002 fondammo
Action - agenzia comunitaria diritti, per rimettere con i piedi per terra il
diritto all'abitare, rinnovando le forme della partecipazione e della
democrazia alle esigenze del nuovo secolo. Se oggi tutti parlano di diritto all'abitare è per l'impegno di
Action in difesa dei ceti popolari e dei senza tetto della città, è perché le
battaglie dei movimenti di lotta per la casa, le decine di occupazioni di
stabili lasciati vuoti dalle grandi proprietà private, hanno costretto anche
chi non voleva vedere a guardare in faccia la realtà del disagio sociale. Se
Roma ha una Delibera che tutela la politica pubblica sulla casa e l'accoglienza,
se nei Municipi sono nate le Agenzie
Diritti come strumento di autogoverno popolare, se Sandro Medici e altri
presidenti municipali hanno requisito più di 200 alloggi per tutelare la vita
di altrettante famiglie, è perché i movimenti hanno conquistato il diritto a
veder riconosciute le proprie richieste difendendo con le unghie e con i denti
i diritti di inquilini, sfrattati, occupanti, pensionati, migranti, donne,
giovani, studenti.
E’ questa umanità la vera forza di Action, l’unica classe
dirigente che accettiamo e rispettiamo perché sono le città lo spazio del
conflitto possibile, la nuova frontiera della democrazia. Nelle città globali
questa umanità ha la possibilità di divenire comunità, di inventare forme
inedite di politica e rappresentanza, di costruire un nuovo spazio pubblico che
altrimenti non ha.
E’ questa la nostra scommessa. Per questo votiamo
Andrea.
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