| E «Spartaco» sfidò i «Cinghiali» La palla ovale oltre le mura |
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Un «6 nazioni» parallelo a quello delle star: ci sono anche gli AllReds, il Villa Pamphili che però sta a Corviale, quelli dell’Arcicaccia e i «franzosi» del Le Loch. «La nostra è una proposta di sport popolare, dal basso». di CLAUDIO D’AGUANNO La palla esce dalla mischia fitta di maglie transalpine e passa alla mano in un’azione corale che taglia di sbieco il terreno. Qualche attimo dopo, dalla parte opposta, l’estremo di casa col numero 15 sulle spalle prova un drop sfidando la sorte e la distanza che lo separa dai pali. Al campo del Quadraro sfide incrociate tra amatori all’ombra dell’Acquedotto Claudio È serata di rugby sotto il cielo della capitale ma qui, al campo Gerini nel X Municipio, non c’è l’Italia di Nick Mallett opposta ai bleus di Mr Lievremont e i contendenti non si chiamano Andrea Marcato, Bergamasco, Perisse, capitan Nallet o Imanol Harinordoquy terzalinea basco tosto come un pugile. L’impianto di via del Quadraro, dove si svolge il torneo amatoriale «sei quartieri», è comunque tra i più suggestivi. Il posto, battezzato negli anni 50 col nome d’un marchese senatore Dc e latifondista di buona schiatta, è una delle culle del calcio romano di periferia e all’ombra dell’Acquedotto Claudio, un tiro di mortaretto da Tor Fiscale e da quel Campo Barbarico dove i legionari di Belisario le suonarono ai Goti, sono cresciute generazioni di ragazzi di Cecafumo e dintorni. Oggi però la partita ha forma ovale ed è una squadra di nome Spartaco a fare gli onori di casa. «Abbiamo organizzato questa competizione – fa Aldo giovane presidente del club nato nel Csoa di via Selinunte - per lanciare a questa zona della città la nostra proposta di sport popolare. Abbiamo invitato gli All Reds, il Villa Pamphili che sta a Corviale, la formazione dell’Ariccia, quella dei Cinghiali del Setta cresciuti a Grizzana in provincia di Bologna e i francesi del Le Loch che vengono da Boulogne Paris. Finora, come Spartaco Rugby, avevamo solo fatto amichevoli in date come il 25 aprile al Parco degli Acquedotti o simili. Oggi siamo una quarantina. Quasi tutti di queste parti e con l’età che va dai 17 in su. C’è chi c’è nato rugbista ma c’è pure chi, come Claudio, ha scoperto questa vocazione a 40 anni suonati. Questo torneo è comunque il nostro biglietto da visita. Il prossimo anno faremo la C e sarà un successo anche per tutti quelli, come la giunta del nostro municipio, ci hanno sempre incoraggiato ». SOLITI CUGINI... Una meta di Francesco, capitano spartachista, confermata dal piazzato sblocca il match con i Cinghiali. Poi nel secondo turno l’entrata in campo dei francesi cambia lo spartito. «In Francia il rugby è uno sport per tutti – sottolinea Etienne Morine non un privilegio per pochi. Noi siamo la squadra aziendale dell’HEC, l’Ecole des Hautes Etudes Commerciales, dove agli studenti è quasi imposto di indicare uno sport da praticare. Gli impianti non mancano ma uno scenario del genere, sotto l’Acquedotto, è unico». La considerazione del mediano francese è raccolta da Rocco, senatore accademico di Tor Vergata, che s’improvvisa pure raccattapalle per recuperare un tiro sparato alto verso l’Appia. «Un governo degno di questa città – sospira - dovrebbe investire in queste zone e sostenere il lavoro di chi si spende nel sociale. Lo faceva poco Veltroni. «Le periferie vogliono vivere» Gli organizzatori: così rispondiamo al degrado, basta tagli Lo fa meno Alemanno che ha portato nelle periferie la politica dei tagli». Per il presidente Sandro Medici è la partita stessa a suggerire spunti di riflessione:«Un sindaco che pensa di chiudere con 4500 euro la domanda di sport di un territorio grande come il nostro ha un’idea della città da cucchiaio di legno. Per parte mia la riuscita di questo torneo mi riempie di orgoglio. I ragazzi di Spartaco stanno facendo un grande lavoro. Questo è un territorio pieno di circoli privati ma c’è bisogno invece di chi sa offrire, dal basso, vere risposte al degrado e all’emarginazione».A tarda ora il fischio di chiusura. Vincono i francesi 16 a 12. Un risultato, dicono tutti, che il ct italiano sottoscriverebbe a vita. da L'Unità del 22 Marzo 2009 |
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Intervista ad Andrea Alzetta pubblicata su EPolis Roma del 12.11.2008 «Con la nomina di Di Maggio si completa l'assalto all'agro romano della giunta» «No all’housing sociale, un regalo che il sindaco Alemanno vuole fare ai grandi costruttori romani»: è questa la premessa che il consigliere capitolino della Sa, Andrea Alzetta fa per la manifestazione del 13 Novembre. Una grande mobilitazione che partirà alle 15 dal Colosseo per arrivare sotto le finestre del Campidoglio dove è prevista una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio sull'emergenza casa. «E’ evidente - ha aggiunto Angelo Fascetti dell’Asia RdB – che la questione della casa è usata per risolvere i problemi dei gruppi che in campagna elettorale hanno sostenuto Alemanno e che oggi battono cassa». Aggiunge Tarzan: «Giovedì, (domani, ndr) arriveremo in aula Giulio Cesare avvelenati, ma anche molto determinati. Per ogni problematica relativa all’emergenza casa avremo una proposta concreta», ribadisce sottolineando la sua preoccupazione «per l’evidente intenzione dell’amministrazione comunale di andare in variante al Prg, che invece già individua aree sufficienti per risolvere il problema abitativo». |