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VIOLENZA DURANTE IL CENSIMENTO A TOR DE CENCI
Roma 5 febbraio 2009- Apprendiamo da alcuni quotidiani che, lunedì e martedì, durante il censimento al campo nomadi di Tor de Cenci, un mediatore culturale dell’ARCI è stato malmenato e umiliato dalle forze dell’ordine “copiosamente” presenti.
Il mediatore culturale cercava di rientrare nel campo, dove risiede da cinque anni, dopo aver accompagnato i bambini a scuola, quando è stato bloccato dai militari a guardia dell’ingresso e colpito, senza alcun motivo, con un pugno; chiuso nella volante e ripetutamente picchiato da tre agenti.
Infine è stato fatto sedere a terra, dentro una pozzanghera, frustato con un ramoscello ed obbligato a cantare una canzoncina.
E’ così che lo hanno trovato i colleghi dell’ARCI, ai quali ovviamente è stato detto che il mediatore aveva aggredito per primo gli agenti con un calcio.

Questo nuovo censimento, voluto da Alemanno, è il terzo in due anni a cui sono sottoposti i Rom e i Sinti, in nome di una sicurezza che identifica nei gruppi più deboli i responsabili di un crescente disagio sociale, fatto di paura e violenza, dove si risponde alla noia incendiando un essere umano addormentato, dove il governo, che non spende un euro in progetti di integrazione, dice che dobbiamo essere “cattivi con gli irregolari”. Dove l’uomo non riconosce l’uomo.
Chissà se gli agenti che hanno picchiato Djuliano, mediatore culturale, incensurato, regolarmente residente da cinque anni, in quel momento erano più annoiati o impauriti.
 
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