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OdG sulla Violenza contro le Donne
Riportiamo l'Ordine del Giorno che sarà presentato oggi da Andrea Alzetta in aula consiliare, concernente la violenza sulle donne

ORDINE DEL GIORNO

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE

 

  • nel nostro paese è largamente prevalente una cultura patriarcale come dimostra il fatto che le donne siano più colte (si laureano più donne che uomini), più preparate ed in generale abbiano un maggior successo formativo e tuttavia non hanno un analogo successo né pari opportunità nel mondo del lavoro ed in questo momento di crisi economica le differenze rischiano di accentuarsi come dimostra il fatto che nei processi di ristrutturazione industriale donne e migranti siano le/i primi ad essere espulsi dal mondo del lavoro anche perché sono le/i più esposti al fenomeno del precariato;
  • il Governo ha tolto 20 milioni di euro per contrastare la violenza, destinandoli a ricoprire il vuoto finanziario lasciato dalla cancellazione dell’Ici sulla prima casa;
  • identica situazione si ha sul piano della rappresentanza femminile nelle istituzioni;
  • la cultura patriarcale drammaticamente si esplicita soprattutto sotto forma di violenza nei confronti delle donne fin dalla più tenera età tant’è che la maggior parte dei casi di violenza si verifica in famiglia, che secondo le indagini condotte  la violenza è in assoluto la prima causa di morte accidentale tra le donne nella classe di età 14-50 anni;
  • in media, ogni giorno, 7 donne denunciano maltrattamenti di vario genere fisico o psicologico, 62% sono vittime del partner o di un conoscente, dai maltrattamenti che nel 68,3% dei casi diventano nel tempo violenza sessuale e nel 69,7% stupri;
  • in media le donne che in Italia subiscono comportamenti persecutori sono 2.077.000, 96% delle quali non solo non denuncia i maltrattamenti subiti ma nel 81,8%  dei casi non è neppure pienamente consapevole di subire una forma di violenza perché da sempre quella è la “normalità” che vive, peraltro chi reagisce e decide di denunciare il suo aguzzino nel 46,7% dei casi viene isolata dalla sua comunità, nel 40,7% dei casi viene posta sotto controllo, nel 30,7% dei casi subisce ritorsioni economiche, nel 23,8% una induzione psicologica ad autosvalorizzarsi, e nel 7,8% dei casi subisce pesanti intimidazioni;
  • nel complesso, si stima che in Italia vi siano  tra le donne della classe di età 16-70 anni 6.743.000 vittime di violenza fisica o sessuale (pari al 31,9% del totale), 5.000.000 vittime di violenza sessuale (1.400.000 prima dei 16 anni), 3.961.000 vittime di violenza fisica, 6.092.000 vittime di violenza psicologica, 1.100.000 vittime di stalking;
  • i dati sovraesposti - pur non essendo frutto di un’indagine capillare sull’intero universo femminile, ma dati, in ogni caso, rilevati su un campione significativo della popolazione femminile e, comunque sono dati ufficiali prodotti dal principale organo istituzionale di rilevazione - stanno a drammaticamente a denotare il radicamento di una cultura violenta e patriarcale anche nel nostro paese;
  • dati che confrontati a quelli di altri paesi, da qualcuno giudicati “sottosviluppati”, poco se ne discostano con la differenza che in alcuni paesi  la violenza, in un certo senso, trova forza in una legislazione ed in tradizioni che pongono le donne in una condizione di oggettiva subalternità. Diversamente la nostra Costituzione e l’insieme della nostra legislazione riconoscono pari dignità a donne e uomini;
  • dati che non ci consentono proprio di giudicare il comportamento degli altri in chiave razziale e razzista perché il problema della violenza alle donne in Italia è presente innanzitutto nelle famiglie italiane e figlio di una cultura che bene è espressa anche da dichiarazioni usualmente offensive della dignità delle donne espresse in trasmissioni televisive ultrapopolari così come in telegiornali o trasmissioni di informazione da esponenti di governo come il Presidente del Consiglio;
  • la riprova di questa cultura diffusa si ha nel fatto che solo nel 1996 è stata varata la legge contro la violenza sessuale come delitto contro la persona e non contro la morale, una legge blandamente applicata che necessiterebbe di una serie di provvedimenti di supporto da sempre promessi ma mai licenziati a partire da una legge che preveda adeguate risorse a supporto delle donne violate per consentir loro di rendersi economicamente indipendenti e di allontanarsi dal loro aguzzino, una legge che metta a disposizione risorse economiche per l’assistenza legale, lavoro, case come avvenuto in Spagna e che accorci i tempi del processo;
  • negli ultimi mesi si sono verificati nella nostra città e nell’hinterland romano casi di violenza sessuale che hanno avuto un grande rilievo sui mezzi d’informazione;
  • da ultimo vi sono stati gli episodi accaduti durante la notte di capodanno alla Nuova Fiera di Roma, il 21 gennaio u.s. a Quartaccio e il 22 a Guidonia, tutti caratterizzati da un’inusitata violenza nei confronti delle vittime e compiuti indifferentemente da italiani e da stranieri;
  • tutti gli episodi sono accaduti in una periferia fortemente degradata  o comunque hanno visto aggressori provenienti da quelle periferie;
  • tali episodi dimostrano che la politica dei grandi annunci e della paura è fallimentare, occorrono invece: una nuova politica sociale in periferia con interventi di risanamento strutturale; la creazione di poli culturali e di aggregazione sociale per i giovani; diverse politiche della sicurezza che partano dalla garanzia del diritto al lavoro stabile, alla casa, alla salute; promuovere la cultura del rispetto dei diritti e delle differenze; trasformare i quartieri da dormitori in luoghi aperti all’integrazione, alla socializzazione, alla cultura perchè solo la concreta pratica della solidarietà genera sicurezza, la cultura dell’emarginazione e il razzismo creano invece soltanto violenza.

 

TUTTO CIO’ PREMESSO

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

nell’esprimere solidarietà a tutte le donne che hanno subito violenza nel tempo e nei giorni scorsi

 

IMPEGNA IL SINDACO

 

·         a destinare le risorse attualmente impiegate per manifesti e ad eventi che riguardano prevalentemente il centro della città promuovendo e finanziando dei corsi di autodifesa delle donne presso le palestre riconosciute dal Comune di Roma e in ogni Municipio;

·         a redigere un adeguato piano straordinario di risanamento della periferia che non sia legato a nuove speculazioni come accaduto finora con il varo degli art. 2 e 11 che poco o nulla hanno risanato e che anzi hanno peggiorato la situazione;

·         a istituire  una casa delle donne in ogni municipio, come punto di riferimento territoriale che svolga anche un compito di accoglienza immediata della donna in difficoltà senza un termine di scadenza dell’accoglienza e che funga da raccordo con le associazioni esistenti nel territorio, i servizi sociali di zona, i consultori e le strutture ospedaliere di zona;

·         a mettere in atto ogni utile iniziativa volta a contrastare i fenomeni del lavoro e degli affitti in nero;

·         a mettere in atto ogni utile iniziativa volta a garantire il diritto alla salute, incentivando il ruolo dei consultori soprattutto nelle zone periferiche;

·         a promuovere corsi di educazione alla differenza di genere nelle scuole;

·         a promuovere progetti educativi per una nuova cultura televisiva, progetti che analizzino gli effetti devastanti, i messaggi devianti di alcune trasmissioni e che promuovano la lettura;

·         a stanziare adeguate risorse per i centri antiviolenza e valorizzando quelle esperienze territoriali, non necessariamente istituzionali, che comunque operano nella città e che sono diventate punto di riferimento territoriale;

·         a stanziare adeguate risorse per contrastare il fenomeno dello stalking;

·         a riconoscere il punteggio massimo per l’alloggio popolare, così come viene riconosciuto a chi subisce uno sfratto alle donne che hanno subito violenza familiare;

·         ad aprire un tavolo con le associazioni imprenditoriali affinché vengano creati canali per l’occupazione di donne che hanno subito violenza;

·         a promuovere attraverso l’ANCI la realizzazione di una rete con gli altri Comuni per favorire il trasferimento di vittime di stalking con la creazione di un pacchetto di case a disposizione e di percorsi agevolati di accesso al lavoro;

·         a desistere dal promuovere un pacchetto sicurezza ed una militarizzazione della città che non garantiscono affatto la sicurezza;

·         a chiedere al governo di destinare le risorse necessarie per ulteriori 30.000 soldati nelle città al risanamento delle periferie, delle scuole, a creare poli educativi multidisciplinari aperti per l’intera giornata, a creare poli culturali, a fare adeguate politiche sociali;

·         a chiedere al Governo di varare al più presto una legge adeguata contro lo stalcking e di garantire a tutte le donne che denunciano il loro aguzzino il diritto al gratuito patrocinio;

·         a promuovere una cultura della solidarietà e dell’accoglienza per prevenire fenomeni dilaganti quali il razzismo, la violenza e l’omofobia.

 

Roma, 28 gennaio 2009

                                                               Andrea Alzetta (Sinistra – Arcobaleno)

 
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Interviste

Intervista ad Andrea Alzetta pubblicata su EPolis Roma del 12.11.2008
«Con la nomina di Di Maggio si completa l'assalto all'agro romano della giunta»
«No all’housing sociale, un regalo che il sindaco Alemanno vuole fare ai grandi costruttori romani»: è questa la premessa che il consigliere capitolino della Sa, Andrea Alzetta fa per la manifestazione del 13 Novembre. Una grande mobilitazione che partirà alle 15 dal Colosseo per arrivare sotto le finestre del Campidoglio dove è prevista una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio sull'emergenza casa.

«E’ evidente - ha aggiunto Angelo Fascetti dell’Asia RdB – che la questione della casa è usata per risolvere i problemi dei gruppi che in campagna elettorale hanno sostenuto Alemanno e che oggi battono cassa». Aggiunge Tarzan: «Giovedì, (domani, ndr) arriveremo in aula Giulio Cesare avvelenati, ma anche molto determinati. Per ogni problematica relativa all’emergenza casa avremo una proposta concreta», ribadisce sottolineando la sua preoccupazione «per l’evidente intenzione dell’amministrazione comunale di andare in variante al Prg, che invece già individua aree sufficienti per risolvere il problema abitativo».