|
In un quadro politico che si sta riformando, all’alba di una nuova campagna elettorale, assistiamo a un incremento del clima repressivo attuato dalle forze dell’ordine e da certi personaggi, come l’ispettore Cardona, di dubbia provenienza. Dalla decisione di chiudere le attività artistiche del Rialto Occupato, alle cariche avvenute in Campidoglio mentre i movimenti rivendicavano una casa...
In un quadro politico che si sta riformando, all’alba di una nuova campagna elettorale, assistiamo a un incremento del clima repressivo attuato dalle forze dell’ordine e da certi personaggi, come l’ispettore Cardona, di dubbia provenienza. Dalla decisione di chiudere le attività artistiche del Rialto Occupato, alle cariche avvenute in Campidoglio mentre i movimenti rivendicavano una casa e contestavano le forme di appro vazione del nuovo piano regolatore che di fatto, così come è stato approvato, regala milioni di metri cubi ai costruttori, all’irruzione della P.S. San Lorenzo in via dei Volsci per fare toglie re agli attivisti del 32 un manifesto che denunciava la politica di Berlusconi di Casini, esortan do la città di Roma ad alzare la testa e a continuare la lotta, al tentato arresto di una compa gna di Action durante il corteo delle donne convocato in seguito ai fatti di Napoli e alle conti nue minacce durante quel corteo delle forze dell’ordine che seguitavano a dire alle attiviste di Action:"tanto vi verremo a prendere sotto casa". Riteniamo che l’inasprimento della repressione adottata dalle forze dell’ordine nei confronti dei movimenti subisce anche la pressione di una campagna elettorale che vorrebbe da subit o incoronare un pensiero di destra in cui i problemi sociali vengono vissuti come problemi di ordine pubblico, in cui i movimenti che da sempre in questa città hanno dettato l’agenda po litica vengono marchiati come attori criminali della società. E se ciò non bastasse, la Questura invia ad Andrea Alzetta ( detto Tarzan) una misura restrittiva di diffida che lo definisce “per sona dedita a commettere reati..” obbligandolo ad astenersi dall’organizzare o partecipare a manifestazioni altrimenti verrà sanzionato con l’Articolo 1. La realtà invece è ben differente poiché Andrea Alzetta, così come tutte gli attivisti coinvolti in questa persecuzione, è dedito a portare un cambiamento nella società, un cambiamento in cui gli ultimi, la società civile dal basso possano avere uno spazio di democrazia nel quale rivendicare i loro esigibili diritti. |