MORTI SUL LAVORO: LE MORTI DI BOLOGNA E IL RINVIO A GIUDIZIO DEI VERTICI DELLA THYSSENKRUPP CONFERMANO CHE LA VERA INSICUREZZA E’ LA PRECARIETA’ E LE MORTI SUI POSTI DI LAVORO.
Roma 18 novembre 2008: Le morti del direttore e dell’operaio indiano nella fabbrica della Marconi Rubber a Sasso Marconi, insieme al ferimento grave di altri tre operai migranti, sono l’ennesima conferma che nel nostro paese il vero problema non sta nel senso di paura generato dalle cosiddette “invasioni barbariche” di cittadini stranieri. Non è un problema di quanti romeni o rom si debbano rinchiudere nei nuovi lager della nuova democrazia italiana nel terzo millennio.
Le morti di Bologna ed il rinvio a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, dei vertici della ThyssenKrupp deciso dal pool di magistrati torinesi confermano che la vera insicurezza che viviamo ogni giorno è determinata da quel senso di precarietà della propria condizione di vita e di futuro che negli ultimi anni si è acuita in maniera esponenziale. Precarietà anche nella propria situazione lavorativa, non solo in termini di stabilità del lavoro che non viene dato o nel ricatto del licenziamento che i vari piani industriali prevedono, vedi ad esempio in questi giorni la vicenda dei lavoratori dell’Alitalia, ma nella stessa insicurezza che vive un lavoratore all’interno del suo posto di lavoro.
Il ripetersi, ormai giornaliero, di morti cosiddette “bianche” non è altro che la conferma che in Italia, per la buona parte delle imprese e per chi le appoggia nelle alte sfere della politica nazionale, si è disposti a mettere già in conto la possibilità più che concreta del possibile rischio sulla pelle dei lavoratori, pur di garantirsi il massimo del profitto. La conferma si è avuta tragicamente con la vicenda della ThyssenKrupp, dove si è deciso di tenere in piedi un sistema produttivo già a rischio, solo per la premeditata scelta di risparmiare sulla sicurezza di un impianto che si prevedeva di portare negli anni seguenti alla chiusura. Ma c’è di peggio: la scelta scellerata del nuovo governo di rendere sterile, non attuandolo, il Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro definito dal precedente governo di centrosinistra. Decisione questa che pesa come un macigno sulla vita di milioni di lavoratori e lavoratrici.
Non resteremo in silenzio di fronte a questa vera e propria carneficina. |