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BRUNETTA FURBETTO
Comunicato stampa di Andrea Alzetta
Capogruppo della Sinistra Arcobaleno al Comune di Roma

Roma 17 novembre 2008 A fronte della campagna screditante mossa dal ministro Brunetta verso i lavoratori del pubblico impiego: “tutti fannulloni e comunisti” tesa come unico scopo a spianare al strada alla privatizzazione dei vari pezzi della P.A., forse non tutti sanno che….
A metà degli anni ’80 Brunetta era solo un professore associato che sognava di vincere il nobel o, nella peggiore delle ipotesi, diventare ministro; si è realizzato il peggiore dei suoi sogni e forse per questo vuole farla pagare a chi lavora, riducendo permessi fino ad oggi intoccabili e montando tornelli.

Sulla via da professore a ministro è passato per Strasburgo, dove come esponente del Parlamento Europeo non fa certo una bella figura con il suo 57,9% di presenze. In effetti era da poco entrato nel partito di Berlusconi e forse risentiva ancora di quell’aria di fannulloneria “tipicamente” socialista.
Misurando la sua attività in dieci anni ha compilato solo due relazioni e presentato 78 interrogazioni (un’attività media ne conta più di 100). Persino gli odiati colleghi comunisti che secondo Brunetta non hanno mai lavorato in vita loro, quali Musacchio e Agnoletto,
contano una presenza record dal 90% al 100%.
Infine a Venezia, dove è stato eletto consigliere comunale e capo dell’opposizione, dà il meglio di se: il nemico dei fannulloni supera il suo record personale con 87 presenze su 208 sedute, il peggiore dei consiglieri veneziani.
Mentre da altri pretende rigore, stakanovismo e meritocrazia, per se stesso adopera la pratica del furbetto e spende tutto il suo copioso tempo libero nella ricerca di immobili, fino a collezionare ville in Umbria e a Ravello, acquistata dall’ Inpdai con uno sconto superiore al 40% dopo 15 anni di affitto “simbolico”, in pratica ha acquistato per 113 mila euro, un appartamento dal valore minimo di mezzo milione.
Anche il suo titolo di “professore” è frutto di un acquisto vantaggioso: diventa prima professore associato non a seguito di un vero concorso, ma perché rientra in una specie di sanatoria per i precari; e quando viene bocciato al concorso nazionale per professore ordinario, riesce ad aggirare l’ostacolo partecipando nel ‘99 allo stesso concorso a Teramo. Il concorso lo vince un altro candidato, ma Brunetta torna a Roma con l’idoneità in tasca. Che dire di più del novello “Torquemada” dei fannulloni del Pubblico impiego?

 
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