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DIAZ COME BOLZANETO, UNA SCONFITTA PER LA DEMOCRAZIA
Comunicato stampa di Andrea Alzetta
Capogruppo della Sinistra Arcobaleno al Comune di Roma

Roma 14 novembre 2008: Ieri a Genova la giustizia nel nostro paese aveva la possibilità di vincere, ma invece, con la lettura della sentenza del processo per i pestaggi nella scuola Diaz, ha perso per l’ennesima volta.
Una sentenza pessima che non punisce i colpevoli né li discredita, non rende giustizia alle vittime e tratta con superficiale indulgenza quella che Amnesty International aveva definito: “la più grave sospensione dei diritti umani verificatasi in Europa dopo la seconda guerra mondiale”.
Sono stati condannati solo gli esecutori materiali: i picchiatori e gli agenti che trasportarono le molotov, subalterni che non hanno certo agito di loro libera iniziativa; tutti assolti, viceversa, i vertici apicali della polizia.

Mentre per i due pubblici ministeri, l’irruzione nella Diaz era un progetto programmato per riscattare le forze di polizia dall’inefficienza dimostrata durante il G8 - vedi ad esempio i famosi black bloc che agiscono indisturbati mentre la polizia carica manifestanti inermi - questa sentenza traduce le umiliazioni e le botte come conseguenze dell’impulso incontrollato di pochi singoli agenti.

Oggi come allora lo stesso governo al potere; oggi come allora migliaia di giovani in piazza; oggi più di allora chi dissente viene reso muto, come l’ex prefetto di Roma Carlo Mosca .

Dalla nostra parte, a chiedere verità e giustizia per la “mattanza messicana” operata alla scuola Diaz, solo un giornalista inglese davvero amareggiato e preoccupato per l’Italia che vive, di fatto, una dittatura.
 
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