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Parlare di Action è come parlare di noi stessi, di come in questi anni abbiamo coltivato il sogno di restituire dignità al diritto all'abitare dei cittadini romani e di come, con le unghie e con i denti, continuiamo a difendere questo diritto. Action è nata nel 2002 quando ci accorgemmo che in città sempre più persone scontavano una grave difficoltà abitativa senza che ci fossero segnali di una qualche inversione di tendenza da parte della politica. Prendere su di se la responsabilità di indicare quali politiche abitative e quali priorità sociali per la città è stato il nostro modo di contribuire alla crisi della politica e delle forme della rappresentanza. Portare gli esclusi e le loro ragioni sin dentro il “governo della città” è stato il nostro assalto al cielo di una politica indifferente o incapace nei confronti dei problemi di una città complessa come Roma. Una città che passava dalle mani dei palazzinari a quelle della finanza immobiliare la cui distanza dalla vita reale è proporzionale solo al grado di saccheggio operato sul territorio e sulle sue risorse. Una città sempre più divisa tra un sopra che decide e un sotto che subisce con il disastro sociale che ne consegue. Penso che questa scommessa di restituire sovranità ai cittadini piuttosto di sostenerne semplicemente le rivendicazioni, sia stata la novità politica rappresentata da Action. Una scelta che nel tempo si è dimostrata giusta viste le vittorie conseguite dal protagonismo delle migliaia di persone che sono diventate Action. Non a caso, da quell'inverno del 2002, il Consiglio delle occupazioni di Action che si riunisce tutti i mercoledi nello stabile di Via Cesare de Lollis a San Lorenzo è diventato il nostro organo di governo più importante, una nuova forma di “istituzione sociale” in cui il popolo di Action decide e delibera sulla nostra vita interna e sulla città che vogliamo. Una forma di partecipazione che abbiamo provato ad applicare anche nei quartieri in cui siamo inseriti e nei quali la presenza di Action ha contribuito a sperimentare processi di coinvolgimento dei cittadini nel governo dei municipi attraverso gli Sportelli e le Agenzie Diritti Municipali, mantenendo aperta la prospettiva del decentramento dei poteri puntando sull'intervento diretto dei cittadini nelle vicende che li riguardano, siano questioni di natura urbanistica o scelte di politiche sociali. Il contributo sociale più rilevante di Action invece è il recupero delle decine di immobili abbandonati in cui hanno trovato ospitalità i senza casa della città e la Delibera di riforma delle politiche abitative realizzata insieme agli altri movimenti che ha messo un sassolino nell'ingranaggio della rendita immobiliare cittadina. Un sassolino che abbiamo pagato con il processo per associazione a delinquere intentato nei confronti di una ventina di aderenti di Action e conclusosi con la recente assoluzione di tutti gli imputati.
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