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Il 63% dei clandestini arriva con aereo, solo il 10% via mare
Roma - Nelle statistiche del ministero degli Interni li chiamano overstayers. Viaggiano con un visto turistico, ma il viaggio e' di sola andata. Una volta atterrati lasciano scadere il visto e, appoggiandosi alla propria rete di familiari e amici, cercano un lavoro in nero e una casa, in attesa del prossimo decreto flussi. Dagli aeroporti, e non dal mare, passa la maggior parte dei cittadini stranieri che poi si ritrovano clandestini in Italia. Almeno il 63% nel 2006, secondo un rapporto del ministero degli Interni. "Solo il 10% degli irregolari arriva in Italia via mare" conferma la portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), Laura Boldrini.

Nel 2007, secondo dati del Viminale, sono state 20.453 le persone sbarcate lungo le coste italiane, il 3% dei 650.000 immigrati che secondo il Sole 24 Ore vivrebbero clandestinamente in Italia. E per uno straniero che arriva a Lampedusa il governo italiano chiede l'ingresso di altri 12 per motivi di lavoro. Cosi' nel 2007, quando il Viminale ha disposto l'ingresso di 170.000 lavoratori e 80.000 stagionali, a fronte dei circa 20.000 sbarcati clandestinamente nel sud. La verita' e' che dal Canale di Sicilia arrivano spesso casi umanitari.
Secondo dati dell'Acnur, uno su tre dei migranti che sbarcano sulle coste italiane chiede asilo politico e in un caso su due ottiene lo status di rifugiato o la protezione umanitaria, sottolinea Boldrini, secondo la quale "il Mediterraneo e' sempre piu' una via per chi cerca protezione internazionale in fuga contro guerre e persecuzioni". Per contrastare l'arrivo negli aeroporti di cittadini a rischio over stayer, l'agenzia dell'Unione europea per il controllo delle frontiere esterne, Frontex, ha gia' messo in piedi due operazioni, Amazon I e II, nel 2006 e nel 2007, che nel giro di poche settimane ha arrestato e rimpatriato oltre 4.000 persone, in maggioranza verso il continente sudamericano.
Amazon II ha impegnato 29 funzionari negli 8 aeroporti internazionali di Madrid, Barcellona, Roma, Milano, Francoforte, Lisbona, Parigi e Amsterdam, dal 20 febbraio 2007 al 9 marzo 2007. Risultato: 2.161 arrestati e rimpatriati, di cui 877 boliviani, 464 brasiliani, 259 paraguayani, 155 venezuelani, 54 colombiani, 41 peruviani, 6 ecuadoregni e 305 di altre nazionalita'. "Sono stati fermati perche' privi della documentazione atta a giustificare la loro presenza o perche' senza sufficienti garanzie per la loro sussistenza nel periodo di residenza in Europa", ha dichiarato alla Bbc Daniela Munzbergova, dell'ufficio stampa di Frontex. Gli aeroporti con piu' respingimenti sono stati Madrid (1.255), Parigi (284) e Lisbona(209). Nel mese di novembre 2006, altri 1.992 sudamericani erano stati arrestati nella missione Amazon I, in maggioranza boliviani. I rimpatri si fanno sui voli di linea, a spese della compagnia su cui hanno raggiunto l'Europa, "responsabili- dice Munzbergova- di aver trasportato passeggeri in condizioni illegali".
 
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Interviste

Intervista ad Andrea Alzetta pubblicata su EPolis Roma del 12.11.2008
«Con la nomina di Di Maggio si completa l'assalto all'agro romano della giunta»
«No all’housing sociale, un regalo che il sindaco Alemanno vuole fare ai grandi costruttori romani»: è questa la premessa che il consigliere capitolino della Sa, Andrea Alzetta fa per la manifestazione del 13 Novembre. Una grande mobilitazione che partirà alle 15 dal Colosseo per arrivare sotto le finestre del Campidoglio dove è prevista una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio sull'emergenza casa.

«E’ evidente - ha aggiunto Angelo Fascetti dell’Asia RdB – che la questione della casa è usata per risolvere i problemi dei gruppi che in campagna elettorale hanno sostenuto Alemanno e che oggi battono cassa». Aggiunge Tarzan: «Giovedì, (domani, ndr) arriveremo in aula Giulio Cesare avvelenati, ma anche molto determinati. Per ogni problematica relativa all’emergenza casa avremo una proposta concreta», ribadisce sottolineando la sua preoccupazione «per l’evidente intenzione dell’amministrazione comunale di andare in variante al Prg, che invece già individua aree sufficienti per risolvere il problema abitativo».