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La regione che fa dorme?
Mobilitazione dei Movimenti di Lotta per il Diritto all´abitare al consiglio regionale del Lazio - via della Pisana  
Di fronte al livello drammatico raggiunto dall´emergenza abitativa, nessuna istituzione può esentarsi dallo svolgere il proprio ruolo: 5000 sfratti esecutivi tra Roma e provincia ( l´ 80% per morosità), 30.000 famiglie in graduatoria, il 5% dei mutui contratti a rischio insolvenza, sono cifre da capogiro.
Continuamente sui giornali sentiamo Marrazzo o l´Assessore alla casa di turno fare annunci sull´arrivo di una seria politica della casa, conditi da cifre astronomiche da stanziare. Già da qualche anno la Giunta
promette l´istituzione
di un tavolo interstituzionale con Comune e Provincia e movimenti sulle politiche abitative. Uno strumento che consentirebbe il coordinamento tra gli enti interessati, la razionalizzazione dell´utilizzo dei fondi e la trasparenza nei confronti della società civile. Tutti questi annunci sono rimasti al vento e rimangono un mera propaganda di una politica che non trova soluzioni perché non interviene.
Per ovviare a questa colpevole assenza della Regione, i movimenti promuovono per mercoledì 23 - in prossimità con il voto dell´Assestamento di bilancio - una mobilitazione davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio per chiedere la definizione di una politica seria e decisiva in materia abitativa
che consenta di raggiungere l´ambizioso obiettivo della realizzazione di un patrimonio ERP pari al 15% degli alloggi esistenti nella Regione. E ciò a partire dalla richiesta al Consiglio Regionale della convocazione del tavolo interistituzionale, e dello stanziamento di fondi in fase di Assestamento di bilancio, dove saranno presentate 12 richieste per avviare un percorso di riduzione dell’emergenza abitativa a Roma.  

***

I movimenti chiedono:

1) Il blocco dei processi di vendita del patrimonio pubblico sia del Comune che dell’ATER.

2) Il rilancio delle operazioni di controllo sul patrimonio pubblico.

3) La definizione dell’ Obiettivo Programmatico di portare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica al 15% del Totale degli alloggi esistenti. Costruire anche attraverso risorse straordinarie stanziate dal Governo un piano straordinario di 100.000 alloggi edilizia residenziale pubblica nei prossimi 10 Anni.

4) Di Mettere in campo una forte iniziativa nei confronti degli Enti Previdenziali che stanno avviando manovre di vendita del proprio patrimonio (es. ENASARCO, INPS), e delle istituzioni competenti, per tutelare i diritti degli inquilini, con particolare attenzione agli inquilini che  non potranno accedere all’acquisto ed agli inquilini “senza titolo”.

5) L’ Acquisto da Parte dell’ATER del Patrimonio invenduto degli Enti Previdenziali e dei Privati, in questo caso, concordando con il Comune di Roma tempi e modalità per l’acquisto di tutti gli alloggi derivanti dai Bandi con Cambio di Destinazione d’Uso.

6) L’incremento delle Risorse destinare alla Casa: Trasferimenti all’ATER, al Comune di Roma.

7) La modifica dei parametri economici per l’assegnazione degli alloggi ERP allargando sino al limite massimo di 26.000 euro ( più il carico familiare) la soglia di ingresso, fino al 75% quella di decadenza.

8) La modifica della Legge Regionale sull’Autorecupero. Lo stanziamento di una quota stabile ed annuale di risorse da destinare a tali progetti.

9) Un censimento del Patrimonio Regionale, ATER (non residenziale), delle IPAB, inutilizzato e disponibile per realizzare CAAT e progetti di Autorecupero anche mirati a giovani e precari.

10) Il Rilancio del Tavolo Interistituzionale sulla Casa con la Partecipazione delle parti sociali e dei Movimenti.



Rete dei Movimenti per il Diritto all´Abitare Roma
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa;
Blocchi Precari Metropolitani;
Asia – RDB;
Action;
Comitato Obiettivo Casa.
 
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