
| Ed è solo l’inizio! |
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Bilancio e proposte dopo la manifestazione del 14 giugno Di certo non era scontato, non era facile scommetterci sopra, eppure, nonostante i tempi compressi, nonostante le difficoltà, quello di sabato 14 giugno è stato un grandissimo corteo. Un sfida riuscita, quella della partecipazione (almeno 15.000 persone), che si è aggiunta al successo di un’altra sfida significativa e per nulla marginale: riprendere a discutere, rimettere assieme su un obiettivo 29 centri sociali romani. Due sfide complesse, entrambe affrontate con intelligenza e con successo, tanto da un punto di vista quantitativo, quanto da quello qualitativo. Non solo difensiva, infatti, è stata la discussione affrontata in queste settimane: non ci si è limitati a mettere al centro la questione degli sgomberi, tema chiaramente prioritario, ma si è riconosciuto fin da subito che difendere i centri sociali significa far emergere in primo piano la qualità di proposta sociale e politica di cui questi sono portatori. In questo senso il corteo del 14 è stato perfettamente centrato: non tanto e non solo la questione sgomberi, dei centri sociali o delle case occupate, ma la tematica della sicurezza complessivamente intesa ha definito il linguaggio e il discorso comune della piazza. «Non c’è sicurezza senza diritti», segnalava lo striscione d’apertura, per indicare che l’uscita dalla stretta sicuritaria si determina coniugando diritti sociali e spazi di libertà, solidarietà e forme di cooperazione dal basso. Un’altra città, insomma, serve per mettere in mora Alemanno e il vento emergenzialista che aleggia sulla città di Roma. Ancora, il 14 è stato un corteo ricco nella partecipazione e nella qualità soggettiva della partecipazione. Una composizione eterogenea e combattiva, senza spezzoni, occupanti di case e centri sociali, studenti e migranti, la forza lavoro precaria che vive o attraversa gli spazi autogestiti. Una bella prova, anche organizzativa, che ha saputo parlare, fuori da ogni atteggiamento ideologico, a quel pezzo di città che, nonostante lo tzunami elettorale, continua a pensare possibile il cambiamento e non si sente sconfitta. Indubbiamente ancora molto bisogna fare per connettere esperienze di autogestione e reti di autorganizzazione migrante, ma alcune novità emerse in questi mesi e protagoniste della manifestazione di sabato ci aiutano a guadare in avanti, con impegno e positività. Come non disperdere questa grande prova? Indubbiamente dando continuità al percorso che ha mosso i primi passi non più di un mese e mezzo fa. Mantenere uno spazio di discussione aperto tra centri sociali è una risorsa preziosa per far si che l’accumulo che si è determinato non vada perduto e che possa crescere nel tempo. Il discorso sulla resistenza e sulla difesa rimane prioritario, ma è altrettanto necessario accompagnarlo con uno sforzo di condivisione e di discussione di tematiche complessive che riguardano l’agire dei centri sociali nella nuova fase politica e sociale che sta attraversando Roma, che attraversa il paese. In questo senso proponiamo due nuovi momenti unitari. Lunedì 7 luglio, a partire dalle ore 16:30, assieme ai movimenti di lotta per la casa saremo sotto il Campidoglio, mentre in consiglio comunale si discute il pacchetto sicurezza: un’altra occasione importante per ribadire la nostra ostilità alle politiche sicuritarie. Giovedì 17 luglio, invece, presso il parco adiacente al Forte prenestino (luogo emblematico per quanto riguarda le contraddizioni e le sfide poste dalla mutazione metropolitana dei nostri quartieri), una giornata dove far convergere alcuni momenti di discussione pubblica e un evento musicale. 3 work-shop tematici dove discutere di territorio, di produzione culturale indipendente, di questioni sociali; il concerto degli Assalti frontali che presentano il loro nuovo disco. Un momento che anticipa il progetto di una due giorni da mettere in campo per fine settembre nel centro della città. Due appuntamenti, dunque, per dare continuità e forza ad un lavoro che è soltanto all’inizio. Centri sociali di Roma Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo, Esc, Ex 51, Ex Lavanderia, Ex Snia, Factory, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta, Onda Rossa 32, Rialto, Ricomincio dal Faro, Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato primavalle, La Strada, Strike, La Talpa, La Torre, Villaggio Globale, Vittorio occupato, Zona rischio |
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