
| Comunicato Rete cittadina per il diritto all’abitare |
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BASTA DISMETTERE PATRIMONIO
PUBBLICO ED INCENTIVARE NUOVO CEMENTO PRIVATO INIZIAMO AD USARE CIO’ CHE E’ COSTRUITO DESTINIAMO RISORSE, AREE, STRUTTURE ALL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA L’emergenza abitativa ha molte facce: quella di affitti troppo alti e dei mutui insostenibili e sempre meno accessibili; di giovani coppie costrette a convivere con i genitori; di singoli e singole con lavori precari che non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese; di migranti costretti a vivere in situazioni di ricattabilità e sovraffollamento spesso disumane; di studenti e studentesse fuorisede che si dividono stanze affittate in nero a prezzi da capogiro; di anziani e famiglie sotto sfratto o comunque strangolati dal dominio assoluto di un mercato oramai letteralmente impazzito.
Un
panorama drammatico fatto di graduatorie ERP paralizzate dagli
scarsissimi investimenti pubblici, dalle
manovre di dismissione del patrimonio pubblico e degli enti
previdenziali. La politica degli incentivi all’acquisto ha costretto
all’indebitamento migliaia di persone, mentre il fallimento del canone
concordato (insufficiente e mai decollato) e i finanziamenti a pioggia per
il “bonus casa” hanno finito per contribuire all’innalzamento dei
prezzi degli affitti. Insomma, un mare di precarietà, in cui crescono a
dismisura gli sfratti per morosità e le
insolvenze dei mutui.
Se a
questo aggiungiamo l’inarrestabile incedere della crisi e la conseguente
difficoltà ad arrivare a fine mese per milioni di donne e uomini con redditi
sempre più precari ed inadeguati, il quadro dell’emergenza assume tinte ancora
più fosche.
In
campagna elettorale si è fatto un gran parlare di diritto alla casa, grazie anche alle lotte dei
movimenti, alle iniziative messe in campo per garantire il riutilizzo del
patrimonio pubblico e privato dimesso ed in dismissione, contro la grande
rendita immobiliare e la lobby dei costruttori, contro la sottomissione delle
pubbliche amministrazioni ai voleri ed agli interessi di questi potentati.
In questi
anni la nostra città è stata seppellita da una nuova insensata colata di
cemento, centri commerciali ed una montagna di alloggi privati che non sono
certo destinati a chi ne ha bisogno. Le caserme, gli alloggi degli enti
previdenziali, le 200.000 case sfitte devono essere messe a disposizione
di chi vive le mille facce dell’emergenza abitativa, ed inserite nel quadro complessivo
di un grande Piano straordinario di edilizia residenziale pubblica. L’unica
vera alternativa possibile agli sfratti, ad un mercato senza freni, ad una
precarietà abitativa e di vita che diviene condizione sempre più diffusa,
generalizzata, esplosiva, alle nostre esistenze ipotecate insieme alle rate di
un mutuo.
Il prefetto
Mosca poco prima
delle elezioni è intervenuto per promuovere un percorso di dialogo ed
iniziativa istituzionale che ha coinvolto movimenti, amministrazioni ed
organizzazioni dei costruttori, volto ad individuare le misure necessarie ad
affrontare politicamente il tema della casa e dell’emergenza abitativa. E’
emersa con forza l’idea di un censimento del patrimonio pubblico, del demanio e
degli enti previdenziali, del patrimonio privato inutilizzato e quindi
“disponibile”.
Oggi,
con questa iniziativa coordinata dei movimenti di lotta per la casa abbiamo
dato vita ad una GIORNATA DI CENSIMENTO DAL BASSO per dare una dimostrazione visibile
e concreta del fatto che le risposte possibili esistono e sono sotto gli occhi
di tutti, occorre solo la volontà politica costruire soluzioni e dare risposte reali ai bisogni sociali di questa
città. Abbiamo voluto sollecitare la riconvocazione di un tavolo che coinvolga
oltre alla prefettura di Roma, la Regione Lazio, il Comune di Roma ed i
Movimenti per dare risposte concrete e reali a chi da troppo tempo aspetta.
I
Movimenti da sempre si battono per la garanzia del diritto alla casa e
all’abitare per tutti e tutte. Quello che è stato fatto in questi anni (troppo
poco), dalle acquisizioni degli alloggi degli enti, ai progetti di
autorecupero, alle case acquisite dai privati, alle risorse destinate alla
casa, è stato ottenuto grazie alla nostra determinazione ed alle nostre lotte.
Ma è certamente solo una piccola parte di quello che ci spetta e che vogliamo
riconquistare. Dal nuovo sindaco di Roma
pretendiamo risposte vere ed immediate; nessuno può pensare di affrontare con
gli sgomberi la realtà di un emergenza così diffusa ed esplosiva.
Invitiamo tutti e tutte ad aderire a questa campagna di
segnalazioni e a costruire con noi una mappa dei palazzi e delle strutture
disponibili nella città.
PARTECIPIAMO TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 14 GIUGNO 2008
ACTIon, AS.I.A. – RdB, Blocco
Precario Metropolitano, Comitato Obiettivo Casa, Coordinamento Cittadino di
Lotta per la Casa |
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