
| Commento del 11 Aprile 2008 |
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Un nuovo inizio: per riprendere a scrivere il cielo "Esiste un cielo per i Fenici, per i greci, per i Babilonesi. E’ lo stesso che scorgiamo ogni notte nelle metropoli contemporanee. Eppure quella volta celeste non è mai la stessa: le costellazioni cambiano nome rimandando a epiche e mitologie diverse, i punti cardinali mutano e le congiunzioni tra le stelle variano. In realtà a cambiare non sono le stelle, la posizione del sole o della luna ma il modo di “descrivere” il cielo. Perché, quando a gruppi di stelle attribuiamo una figura ciò che facciamo è “scrivere sul cielo”. Da queste diverse forme di osservazione del cielo derivano vere e proprie “cosmogonie”, narrazioni collettive che determinano una diversa relazione tra cielo e terra." Franco Piperno, Lo spettacolo cosmico. Questa è la scommessa che anche noi abbiamo fatto. Fino ad oggi abbiamo soprattutto letto il cielo, interpretandolo alla luce degli interessi degli ultimi. Adesso vogliamo scriverlo il cielo, dando un nuovo nome alle cose. Tracciare altre coordinate di viaggio. Visitare nuovi mondi. Questa città che esclude e discrimina non ci è mai piaciuta. Ma la politica così com’è non è in grado di cambiarla. Non è un problema di nomi, ma di orizzonti. L’orizzonte in realtà è solo una linea ideale, non esiste realmente. Dipende dall’osservatore e da quello che vuole vedere. Riguarda la metà del viaggio e non la partenza. Il futuro e non il presente. Nelle città contemporanea l’orizzonte è angusto per definizione, ma se spostiamo la sua linea fin dove la terra tocca il cielo, oltre i limiti imposti dalle compatibilità economiche, dalle rigidità urbanistiche e dal pragmatismo della politica, scopriremmo che c’è un nuovo mondo a portata di mano. Parla il linguaggio dell’autogoverno popolare, della democrazia diretta e dell’autogestione delle risorse, come fondamento di un nuovo modello di sviluppo. Ci parla delle città come beni comuni e della qualità della vita come parametro di evoluzione sociale. Ci parla dei diritti di cittadinanza e dei diritti delle persone come indici di progresso civile. Ci indica nel diritto all’abitare il segnale di crescita della città. Ma oltre la linea dell’orizzonte c’è anche altro. Una nuova idea di sinistra, radicale e popolare, moderna e plurale. Un luogo di riconoscimento tra diversi, uno spazio dentro cui riconoscere centralità alle comunità locali, restituendo rispetto e dignità alla riscrittura del cielo e delle città da parte degli ultimi. Quello che saremo domani dipende da noi. E’ per questo che abbiamo candidato Tarzan al Comune di Roma. Action – diritti in movimento |
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