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Action-A
Le casa delle donne in ogni Municipio!

Lucha y Siesta si trova non casualmente nel X Municipio, questo è l’unico Municipio di Roma ad avere un registro delle unioni civili, un segnale importante che non volevamo cadesse nel vuoto, tuttavia purtroppo ancora troppo isolato. A distanza di 30 anni dall’approvazione della legge 194, il diritto delle donne all’aborto è ancora ripetutamente e pesantemente attaccato da ignobili e vergognosi personaggi della politica e della cultura spesso al servizio della Chiesa. I consultori sono insufficienti, con poco personale e molti obiettori. Ma questo è solo uno dei diritti delle donne calpestati ed ignorati, che solo un presidio democratico diffuso delle donne può monitorare e controllare.

Per questo vogliamo che da questa occupazione riparta un percorso di autorganizzazione delle donne che si estenda a macchia d’olio in tutti i Municipi della città.

 
Un nodo di una rete cittadina

Vorremmo però che la progettualità di questo spazio, che non si esaurisce con lo sportello di orientamento, sia frutto dell’incontro, della condivisione e della elaborazione tra tutte le realtà cittadine di movimento, del terzo settore e dei servizi sociali. Una rete quindi, che abbia la determinazione e la volontà di progettare insieme una idea comune dello spazio pubblico, attivando servizi di ascolto, orientamento e tutela per il riconoscimento dei diritti della donna e della differenza di genere.

In questo senso abbiamo già organizzato due assemblee pubbliche a cui abbiamo invitato e hanno aderito numerose realtà, centri antiviolenza e collettivi femministi, dalla Casa Internazionale delle Donne a le assistenti sociali del Municipio.

Stiamo organizzando un percorso di autoformazione pubblico e aperto, in collaborazione con le realtà già attive nella città, che ci permetta di discutere ed analizzare i temi per noi più importanti.

 
Lucha y siesta: la vecchia sottoscrizione del tram

 

Abbiamo occupato e restituito al quartiere un bellissimo comprensorio di proprietà dell’ATAC, la vecchia sottostazione del tram della Tuscolana in Via Lucio Sestio n°10. La struttura vuota da molti anni, doveva diventare, secondo una proposta della società un asilo nido aziendale. Negli anni l’ATAC non ha dato seguito a questa proposta, realizzando l’asilo in un altro quartiere e inserendo tale stabile nel patrimonio in dismissione. La palazzina, vincolata dalle Belle Arti, in quanto patrimonio storico del quartiere, rappresenta un patrimonio inestimabile, edificio degli anni ’20 in un quartiere di nuova costruzione, un pezzo della memoria storica del Municipio, che deve essere restituito ad un uso pubblico, invece di essere svenduto per diventare l’ennesimo centro commerciale di Via Tuscolana.


Questo stabile sarà:  

·         una casa abitata e gestita da donne, aperta a tutti

·         una casa da cui lanciare il nostro diritto all’abitare, che non è solo casa, ma anche reddito, uno sviluppo urbanistico più sensibile alle esigenze delle donne e dei bambini, la salvaguardia dei beni comuni e lo sviluppo di energie alternative

·         una casa dove la violenza non ha le chiavi di casa

·         una casa dove razzismo ed egoismo sociale non hanno cittadinanza

·         una casa dove i nostri figli possano giocare e imparare ad essere cittadini consapevoli e solidali

·         una casa dove costruire un’altra idea di famiglia, basata su rapporti veri e reali, qualsiasi essi siano

·         uno spazio di socialità e di confronto per tutte le donne che vogliono organizzarsi per riconquistare i loro diritti e condividere percorsi e pratiche di resistenza.

·         una casa dove aprire uno sportello per le centinaia di donne che si trovano nella nostra situazione, che aspira ad essere un punto di riferimento per tutte coloro che vivono in una condizione di disagio, di discriminazione o di solitudine nel complicato mondo dell’assistenza.

 
Cosa è Action-A

Come donne di Action Diritti In Movimento abbiamo deciso di intraprendere una nuova stagione di iniziativa, aprendo una vertenza specifica che ha l’ambizione di parlare a tutte le donne della città. Abbiamo quindi avviato un lungo percorso interno di discussione tra le donne delle nostre occupazioni e dei nostri spazi sociali sul ruolo e le problematiche delle donne nella nostra città, creando un nostro spazio autonomo di discussione ed elaborazione.

 
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